Pro e Contro

L’impianto porta molti miglioramenti nella vita quotidiana dei pazienti con problemi, ma sono anche casi in cui gli impianti dentali sono controindicati. Una breve analisi dei pro e dei contro:

 

Vantaggi

  • recupero estetico, sia facciale che orale, miglioramento dell’autostima, che è un fattore chiave nella società di oggi.
  • oltre agli aspetti estetici, vengono migliorate anche la fonazione, la masticazione.
  • impedisce la retrazione delle gengive ed il riassorbimento osseo.
  • questi impianti non degradano l’integrità dei denti adiacenti, al contrario, rendono i denti adiacenti più durevoli.
  • impedisce l’apparizione dei problemi gastrici facendo masticare il bolo alimentare in modo corretto.
  • gli impianti sono resistenti e si comportano come i denti naturali se si applica una corretta igiene.
  • il tasso di successo è molto alto (95% – mandibola e 90% – mascella), a condizione che il paziente sia abile da tutti i punti di vista per questo tipo di intervento.

 

Controindicazioni

1. Controindicazioni generali – se il paziente è affetto da certe malattie o patologie generali
  • diabete mellito non controllato.
  • trattamento prolungato con farmaci immunosoppressori.
  • coagulopatie (leucemia, emofilia).
  • abuso di alcool o droghe.
  • gravi disturbi psichiatrici.
  • metastasi tumorali.

Altre affezioni che richiedono trattamento e visita interclinica prima dell’inserimento di un impianto dentale:

  • endocrinopatie (diabete mellito, insufficienza ipofisaria, insufficienza corticosurrenalica, ipo e ipertiroidismo, acromegalia, sindrome di Cushing).
  • patologie granulomatose (granulomatosi di Wegener, tubercolosi, sarcoidosi).
  • malattie cardiovascolari (aterosclerosi, ipertensione arteriosa, ipotensione ortostatica, endocardite).
  • reazioni di ipersensibilità o allergiche (anafilassi, orticaria, ipersensibilità a farmaci).
  • malattie di immunodeficienza (HIV).
2. Controindicazioni locali – sono disturbi locali, di solito nella cavità boccale, che impediscono temporaneamente l’inserimento degli impianti dentali. La maggior parte di queste patologie possono essere risolte con interventi preoperatori.
  • l’osso alveolare in cui dovrebbe essere inserito l’impianto presenta infezioni croniche o è troppo poco rappresentato. Per garantire una buona prognosi, un impianto dentale deve essere circondato da tessuto osseo sano sull’intera sua lunghezza.
  • importanti strutture anatomiche (seno mascellare, nervo alveolare inferiore o mandibolare) hanno una posizione che potrebbero interferire con l’impianto dentale – queste situazioni richiedono interventi chirurgici preparatori prima di inserire gli impianti nell’osso.
  • certe malattie locali della mucosa orale o dell’osso alveolare: tumori maligni regionali, pregresso trattamento radiante delle ossa mascellari, malattie ossee metaboliche, pemfigo, ecc.
  • ipersensibilità o allergia ai materiali di cui sono realizzati gli impianti dentali – si verifica raramente.
  • scarsa igiene orale.
  • bruxismo o il digrignamento dei denti in modo inconsapevole.

 

Successo

Il successo di un trattamento con impianto dentale è il cumulo di alcuni fattori che devono essere rigorosamente soddisfati:

  • il paziente deve presentare uno stato di buona salute per realizzare l’intervento e, inoltre, seguire rigorosamente le istruzioni del medico dentista.
  • l’esperienza del personale che esegue l’intervento.
  • il monitoraggio periodico, almeno due volte all’anno, dal dentista.
  • una corretta igiene orale per ridurre ogni rischio di infezione.
  • smettere di fumare.

Anche se l’intervento ha avuto successo, ma il paziente non rispetta con rigorosità una corretta igiene orale, la protesi si può degradare essendo bisogno di un nuovo intervento. Inoltre, un altro fattore è il budget di spesa che il paziente assegna per l’impianto. Un intervento può essere eseguito in più fasi o una sola, e ciò verrà determinato dal dentista a seconda dei Vs. parametri di salute.

Fallimento

Il fallimento di un impianto dentale è caratterizzato da una serie di fattori, il più importante essendo quello in cui non avviene il processo di osteosintesi. Quando questo processo non è stato eseguito, l’impianto è doloroso al tatto, presenta mobilità oppure è caratterizzato da perdita ossea perimplantare superiore a 1 mm nel primo anno e superiore a 0,2 mm ogni anno.

Un altro fattore di fallimento è la mancanza di professionalità dell’equipe medica che ha eseguito l’intervento e la scarsa dotazione con cui si lavora.

Un fattore decisivo per il fallimento dell’impianto è il paziente che non rispetta  rigorosamente le istruzioni postoperatorie del dentista, cioè il controllo periodico e una corretta igiene orale.